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novembre 29, 2015

Come riabilitare il legamento crociato anteriore

Il ginocchio è una delle articolazioni più complesse del corpo umano. E’ costituita dall’estremità distale del femore(troclea femorale) che presenta due condili, mediale e laterale, separati dall’incisura intercondiloidea; dall’estremità prossimale della tibia, costituita da due cavità glenoidee, fra cui si erge la spina della tibia (o eminenza intercondiloidea); dalla rotula (o patella). I menischi servono ad approfondire la cavità delle superfici articolari della tibia: il menisco interno ha la forma paragonabile ad una C, il menisco esterno ad una O.

La stabilità del ginocchio è garantita da quattro legamenti:

  • il legamento crociato anteriore (LCA)
  • il legamento crociato posteriore (LCP)
  • il legamento collaterale mediale (LCM)
  • il legamento collaterale laterale (LCL)

Il legamento crociato anteriore prende origine sulla parte antero-mediale dell’eminenza intercondiloidea della tibia e si inserisce sulla parte posteriore della faccia mediale del condilo femorale laterale. Impedisce che vi sia una traslazione anteriore della tibia rispetto al femore.

Il legamento crociato anteriore è una struttura sottoposta a numerose sollecitazioni meccaniche durante attività sportive come il calcio, il rugby, il basket, la pallavolo, lo sci. La rottura del legamento crociato anteriore può verificarsi in seguito ad un movimento di torsione del ginocchio, ad una iper-estensione, ad un trauma diretto all’esterno del ginocchio o sul lato interno del piede.

fattori di rischio, oltre a praticare determinate attività sportive, sono la mancanza di un corretto riscaldamento, un terreno scivoloso o sconnesso, una scarsa coordinazione ed uno scarso equilibrio, una scarsa forza ed un deficit di flessibilità, uno scarso allenamento.

sintomi possono variare in modo significativo da paziente a paziente; il quadro tipico prevede:

  • dolore intenso
  • gonfiore molto marcato che insorge rapidamente (emartro)
  • instabilità dell’articolazione (sensazione di cedimento)
  • limitazione funzionale.

Una corretta diagnosi si basa sul racconto del paziente (è necessario conoscere esattamente la dinamica dell’infortunio), sull’esame clinico che si avvale di diversi test per valutare la stabilità passiva del ginocchio, sulla RMN che permette di valutare eventuali lesioni associate a carico dei menischi o dei legamenti collaterali.

Intervento conservativo o chirurgico? L’iter decisionale deve tener conto di numerosi aspetti: età del paziente, grado di instabilità, presenza o meno di lesioni associate, livello di attività sportiva.

La fisioterapia è indispensabile in entrambi i casi.

Qualora l’ortopedico in accordo con il paziente decida di intervenire chirurgicamente, è consigliata una fase riabilitativa pre-operatoria con l’obiettivo di:

  • recuperare completamente la flessione e l’estensione del ginocchio;
  • smaltire l’infiammazione;
  • riassorbire il versamento (il ginocchio deve essere asciutto);
  • rinforzare il muscolo quadricipite.

L’intervento chirurgico è effettuato in artroscopia. Le tecniche più utilizzate sono tre:

  • ricostruzione del LCA con i tendini del semitendinoso e del gracile;
  • ricostruzione del LCA con il tendine rotuleo;
  • ricostruzione del LCA con allograft (tendine da donatore).

La ricostruzione con semitendinoso e gracile è ormai la più diffusa.

La ricostruzione con tendine rotuleo prevede l’espianto del terzo centrale del tendine rotuleo attraverso una cicatrice mediana di circa 5 cm. Questo tipo di intervento tende ad indebolire l’apparato estensore del ginocchio e pertanto carichi eccessivi in riabilitazione possono causare fastidiose tendinopatie a carico del tendine rotuleo e del tendine quadricipitale ritardando i tempi di recupero.

La ricostruzione con allograft (tendine da donatore) è un innesto ottenuto da un tendine d’Achille o rotuleo da donatore. L’intervento ha il vantaggio di non prevedere il prelievo di tendini del paziente, evitando così di indebolire i flessori di coscia o il quadricipite come nei precedenti due interventi.

La riabilitazione del ginocchio sottoposto a ricostruzione del legamento crociato anteriore è fondamentale per il raggiungimento di un buon risultato dal punto di vista clinico e funzionale e deve avere inizio nell’immediato post-operatorio.

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